gen 12 by Alessandro B.
Il contributo educativo della scuola cattolica, oggi, in una società complessa, secolarizzata, liquida, divisa.
- Educazione e valori
La persona umana, in quanto relazione, nasce e si sviluppa lungo tutta la vita all’interno di relazioni: l’amore generante è relazione, e prima ancora lo è l’Amore che crea la persona umana. Relazione significa responsabilità, libertà, valori. E la relazione è originariamente educativa, perché è destinata a far crescere le persone che vi sono coinvolte. Le relazioni sono necessarie per ogni persona umana: senza di esse non viviamo. La distruzione delle relazioni comporta la perdita dei valori (e viceversa).
E’ solo all’interno di relazioni costruite su valori condivisi e vissuti che avviene la nostra realizzazione, attraverso una sussidiarietà che significa scambio continuo e sempre più allargato, in vista della felicità di ognuno: esiste uno scambio di realtà materiali, come esiste uno scambio di realtà spirituali.
- L’ambiente educativo di una scuola
L’ambiente educativo della scuola è assicurato dalla presenza di studenti liberi, gioiosi, pieni di giovanile entusiasmo. Tale scuola spesso non è un punto di partenza, però, ma può divenire una meta significativa, in cui il perno di tale grande obiettivo sono le relazioni educative. Solamente all’interno di tali relazioni può avvenire la crescita delle persone. Il fondamento di ogni ambiente educativo è costituito, in questo ambito, dalle relazioni tra i docenti e gli studenti, i docenti ed i genitori, gli studenti stessi. Il fine ultimo è la realizzazione del giovane attraverso una relazione importante tra tutti coloro che partecipano a questo importante processo; relazione che conduce, sempre, allo sviluppo delle persone che interagiscono, quando si svolge all’interno di un habitat di valori che provengono dall’interiorità, dalla coscienza degli attori della relazione. L’educatore deve aiutare il giovane a scoprire le proprie attitudini, a individuare le sue aspirazioni, in vista della realizzazione di esse. Mai l’educatore deve imporre i propri schemi alla crescita del giovane. Quando il giovane scopre che l’educatore vuole il suo bene, gli corrisponde con impegno e amore, perché constata che l’educatore è al suo fianco per questo.
Questa relazione, fondata non sui sentimenti, ma sull’amore umano e cristiano profondi, è una relazione effettivamente educativa, e sta alla base di un ambiente educativo come la scuola, se essa vuole definirsi cattolica.
Don Bosco chiamava «amorevolezza» questa fondamentale relazione educativa. L’organizzazione dell’ambiente deve essere centrata su questa tipologia di relazioni, tenendo presente che quanto si dice dei giovani vale anche per il rapporto tra educatori. Essi devono stimarsi, collaborare, riunendosi pure spesso, per far emergere gli aspetti eventualmente negativi e positivi dell’andamento della scuola, per sviluppare questi e superare quelli.
L’ambiente educativo scuola così progettato non esaurisca la propria fecondità con il termine del percorso scolastico dell’allievo. Il docente è un vero educatore proprio quando cerca la realizzazione dei giovani secondo la loro vocazione; ed è educatore cristiano quando li guida a scoprire la vocazione per la quale Dio li ha voluti, come persone in relazione originaria con Lui, che li ha creati. I ragazzi che hanno sperimentato tale progetto, divengono, infatti, capaci di esportare tale esperienza in qualsiasi ambiente lavorativo ed extrascolastico frequentato. L’intero territorio, la comunità civica si arricchisce dalla formazione umana e culturale dei ragazzi che sperimentano realmente una cultura reale che rispetta e promuove i valori nel rispetto della vita , della persona e delle istituzioni nel senso più ampio del termine.
- I processi di insegnamento e di apprendimento
Tra i vari ambienti educativi, la scuola ha di specifico che attiva processi di insegnamento e di apprendimento formali, che si inseriscono nella relazione educativa con un obiettivo fondamentale: la ricerca e la crescita nella verità. Nello specifico della scuola, l’interazione tra le azioni di insegnamento e di apprendimento è volta alla ricerca della verità per la realizzazione delle persone che apprendono e anche di coloro che insegnano: i docenti devono accompagnare i giovani verso un progetto personale di apprendimento o verso un progetto di vita globale, all’insegna di un cammino incessante di miglioramento e di crescita. Una relazione educativa, così concepita, qualifica la scuola cattolica, e contribuisce allo sviluppo dei valori e della convivenza civile, oltre che al progresso dell’umanità.
Una scuola che intenda fermarsi alla mera dimensione astratta della conoscenza umana, che intenda ridurre le prestazioni a mera applicazione non è in grado di comprendere appieno il valore conoscitivo e imprenditoriale dell’azione umana. Diversamente, i processi di insegnamento e di apprendimento devono
trasformarsi in un vero e proprio apprendistato: si comincia dall’apprendistato dei valori, in continuità con l’educazione familiare e religiosa per poter avviare responsabilmente la ricerca della propria realizzazione.
Attraverso un progetto personale professionale l’allievo viene introdotto nella convivenza civile con un apporto imprenditoriale specifico (anzitutto, deve investire senza risparmi esistenziali il proprio capitale umano); e viene introdotto nella comunità ecclesiale, fino a spendersi in un generoso progetto personale di vita.
- Il dialogo tra fede e cultura nei processi di insegnamento e di apprendimento
Una dimensione specifica della scuola cattolica è il dialogo tra fede e cultura nell’insegnamento; questo comporta una ricerca della verità, condivisa tra docenti e discenti.
Attraverso un progetto personale professionale l’allievo viene introdotto nella convivenza civile con un apporto imprenditoriale specifico (anzitutto, deve investire senza risparmi esistenziali il proprio capitale umano); e viene introdotto nella comunità ecclesiale, fino a spendersi in un generoso progetto personale di vita.
- La formazione dei docenti e una nuova organizzazione dell’attività scolastica.
Punto cruciale per la realizzazione di quanto proposto è la formazione dei docenti al dialogo tra fede e cultura nell’insegnamento per competenze. La didattica per competenze impone non solo processi di insegnamento e apprendimento coerenti, ma giunge a documentare che l’apprendimento è un vero e proprio apprendistato se si vuole che l’apprendimento avvenga a livello umano. L’enfasi unilaterale sulla teoria o sulla prassi porta a diseducare, oltre a perdere creatività e imprenditorialità. Umberto Pototschnig ricordava che l’istruzione “è un’attività che rimane individuata, non per il contenuto concreto dei singoli momenti che la compongono, ma per il risultato complessivo cui giunge che volutamente si propone: quello di rendere istruiti. L’istruzione è qualcosa che supera i singoli insegnamenti.
- Sintesi e conclusione
In sintesi è possibile concludere dicendo che la scuola cattolica oggi può e deve dare questi contributi:
- educare ai valori;
- promuovere libertà di apprendimento;
- realizzare un ambiente educativo scolastico adeguato alla realizzazione dei giovani, a cui concorrono alcune relazioni fondamentali: il rapporto docenti-studenti e il rapporto tra gli studenti;
- sviluppare processi di insegnamento e di apprendimento nel dialogo tra fede e cultura;
- curare professionalmente una nuova formazione dei docenti;
- promuovere una nuova organizzazione dell’attività scolastica, in maniera coerente a un apprendimento-apprendistato.