Pochi giorni fa, il 16 e 17 marzo, alcuni studenti del triennio del Liceo Don Bosco hanno partecipato ad un’esperienza alternativa, pensata per staccare un po’ dalla quotidianità e concedersi un momento collettivo, ma anche personale, di riflessione; si è trattato di un pellegrinaggio – attività un po’ differente rispetto agli esercizi spirituali già proposti negli anni passati – una vera e propria avventura “on the road” completamente calata nella dimensione del cammino.
La scelta della Santa Casa di Loreto come meta di questo viaggio non è stata casuale: l’itinerario verso la “casa del SI” è l’itinerario di chi è alla ricerca di un senso, di chi, attraverso questi due giorni di condivisione, ha compreso che “esistono molteplici pellegrinaggi che l’uomo può compiere, ed il loro valore è grandissimo in un mondo in cui la parola d’ordine è solo vivere il presente, senza pensare al passato ed ignorando il futuro” (Alessandro Bruschi, V scientifico).
Le due giornate hanno alternato momenti di cammino e fatica fisica ad altri di confronto e riflessione tra compagni e con gli adulti presenti (insegnanti, volontari dell’oratorio di Macerata e del Ser.Mi.Go): come riferisce uno dei partecipanti, questi esercizi spirituali hanno rappresentato “l’occasione per stare insieme ai propri amici e approfondire con gli insegnanti dei discorsi mai affrontati finora” (Giacomo Diomedi, V scientifico), un’opportunità insomma non per essere indottrinati, ma per confrontarsi e sentire altre interpretazioni relative al vivere quotidiano, un’esperienza che risponde al bisogno di non dare nulla per scontato bensì conoscere per poi poter fare liberamente e consapevolmente le proprie scelte; per altri questo momento particolare ha permesso loro di “guardarsi dentro, guardare in faccia la realtà ed affrontarla anziché scappare” (Geraldiny Trobbiani, IV Linguistico).
Anche se alcuni degli alunni erano partiti solo per soddisfare la loro curiosità e la loro voglia di fare un’esperienza nuova insieme ai compagni di scuola, per tutti questo pellegrinaggio non ha rappresentato una scusa per esiliarsi né per fuggire, ma un mezzo per incontrarsi in maniera più autentica: un’esperienza interessante, priva di ogni forzatura scolastica, e per alcuni un vero e proprio “cammino dello spirito necessario a chiunque sia alla ricerca di qualcosa di più di una labile e passeggera felicità” (Rebecca Ruggeri, V scientifico).
Chiara Sampaolesi
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