// Articoli dalla scuola

Musical 2012

28 Gennaio, prove generali, meno di dodici ore dallo spettacolo.
Come ogni hanno un gruppo di ragazzi, ancora in costume, si avvicina al regista in fondo alla sala che guarda il palco, con le ultime scene, con un’espressione che non dice nulla di buono.
“Che ne dici?”. Il regista non risponde subito e rimane con lo sguardo impassibile sul palco: “…”.
Uno del gruppo allora propone una risposta facile: ”Comunque vada sarà un successo…”. Tutti ridono, anche il regista ci prova.
E  successo è stato! Anche quest’anno… un successo pieno!
“Singing on the Rooftops” è un musical basato sull’unione geniale di “Marry Poppins” e il fortunato “Cats”, dove gli studenti dell’istituto San Giuseppe (elementari, medie e licei) hanno saputo ancora una volta stupire il loro pubblico, mostrando come, con un sano impegno (senza tralasciare la scuola!!!), entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, si possa creare un piccolo capolavoro… anche in poco, pochissimo tempo!
Questo musical, che ha messo alla prova anche l’inglese dei cantanti con molte canzoni in lingua anglosassone, è stato, come lo ha definito il regista stesso, ”il musical dei ragazzi”. Questo, più degli altri, è stato il nostro musical, il nostro spettacolo, perché abbiamo lottato fino alla fine per ottenerlo, e per far sì che una tradizione, ma anche una magnifica esperienza, non si impolverasse nel dimenticatoio; una volta intrapresa questa avventura poi, l’impegno è stato serrato fino all’ultima sera. Il progetto ha iniziato a muovere i primi passi in una stanza un po’ magica della scuola, quella dello studio di registrazione in cui, insieme al grande Maestro Lorenzo Angelini, le canzoni hanno iniziato a prendere il ritmo fino a diventare decenti e poi “capolavori”  veri e propri. In seguito sono iniziate le prove con il registra, la nostra guida Fabrizio Gioacchini, e gli attori hanno iniziato a calarsi nella loro parte: chi spazzacamini e chi gattini! Poi finalmente, due giorni prima dello spettacolo, siamo saliti sul palco. Tranquilli, non rileggete la frase precedente, avete capito bene: solo due giorni prima siamo saliti sul palco e quindi ognuno di noi ha provato la sua parte due volte soltanto!
Ecco perché il regista la sera prima aveva quella faccia un po’ timorosa!
Ma dalla nostra parte ancora una volta avevamo due ingredienti fondamentali: don Bosco (il nostro Boss) e la voglia di non fallire!
Gli applausi, i complimenti del pubblico e le congratulazioni del preside testimoniano che ce l’abbiamo fatta!
L’allegria sul palco, il saltellare delle ballerine dietro le quinte aspettando il loro momento, il sospiro di sollievo dopo l’ultima nota della propria canzone, vedere il video corretto comparire sullo schermo, ripassare la parte mentre ti stanno truccando in tre, perché il prossimo in scena sei tu, la scenografia che regge all’impatto dei duecento ragazzi sul palco e l’urlo di un ammiratore dal pubblico che precede l’applauso tutto per te, sono momenti che vanno tenuti nel cuore per sempre. Sono quelle esperienze piccole, che forse spariranno… ma prima o poi riaffioreranno come piccole esplosioni che ti sorprendono in un qualsiasi pomeriggio dell’anno.
Quello che abbiamo fatto, quel “clima Musical”, come lo chiama un ragazzo della scuola, che abbiamo vissuto non servirà  a farci diventare grandi attori nella vita e non ci aiuterà neanche a costruire il nostro futuro… però don Bosco, da grande intenditore, confidava molto negli spettacoli come il nostro, si era accorto che l’entusiasmo che contaminava ogni fibra del corpo di chi saliva sul palco, riusciva a tirare fuori il meglio di ogni ragazzo, lo faceva diventare più buono e più allegro. E questo non passa mai inosservato nella nostra scuola!
Il prossimo anno ci saranno una nuova sfida, nuovi volti, nuove canzoni, nuovo impegno ma sempre con quella grande voglia di divertirsi insieme e far vedere a quelli grandi che tra di noi… c’è buona stoffa!

ALLA PROSSIMA!

Andrea Baldassarri, V Liceo Scientifico

A scuola di… guida sicura!

Giovedì 22 Marzo, la scuola salesiana ha ospitato un seminario di guida sicura gratuito ed aperto a chiunque. In circa due ore, un istruttore di “Quattroruote”, notevole rivista di ambito automobilistico, ed un esponente della “Autoscuola Marche” hanno fornito utili indicazioni agli studenti.

Puntando su un approccio empatico con la platea, sono stati presentati alcuni interessanti progetti multimediali in maniera intelligente ed allo stesso tempo appagante. Sono state date delucidazioni in merito alla guida accompagnata per i diciassettenni e sulle nuove disposizioni statali che interessano i neopatentati. Gli alunni, particolarmente interessati, hanno interagito con numerose domande e, successivamente, sono stati allertati riguardo il pericolo di guidare sotto effetto di narcotici ed alcol.

Inoltre, per coloro che hanno preso la patente recentemente, è stato consigliato un pratico ed economico corso offerto da “Quattro Ruote”, nel quale vengono elencate e mostrate le azioni che bisogna assolutamente evitare quando si guida, come parlare al cellulare o eseguire manovre rischiose.
È stata, poi, fatta prendere consapevolezza ai ragazzi, attraverso l’impatto visivo con alcuni crudi spot sulla sicurezza stradale di come oggi giorno bisogna guidare con “8 occhi”, in quanto lo stile di guida è soggettivo e rende la strada un luogo colmo di imprevisti.
In conclusione, sono stati riferiti e confrontati agghiaccianti dati relativi alle strade italiane, nelle quelli muoiono all’incirca quattromila persone l’anno causa incidenti stradali… dati che dovrebbero farci riflettere!

Edoardo Procaccini

GEOMETRIE – OLTRE

Mercoledì 14/03/2012 presso l’Istituto Salesiano di Macerata la professoressa Maria Chiara Brambilla, ricercatrice afferente al dipartimento di Matematica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, ha diretto un laboratorio di Matematica dal titolo Laboratorio di Geometrie non euclidee: la geometria sferica.

La professoressa è una giovane e brillante ricercatrice in geometria algebrica e per due ore ha intrattenuto i ragazzi degli ultimi anni del liceo scientifico “insegnando” loro a “fare geometria” non sul solito quaderno ma su un oggetto sferico. L’attività è stata pensata come un vero e proprio laboratorio: i ragazzi armati di sfere in plexiglass, pennarelli, nastro adesivo e forbici hanno prima rappresentato meridiani, paralleli ed altre curve, poi ne hanno calcolato le lunghezze. In seguito la relatrice li ha invitati a riflettere su cosa potesse rappresentare in una superficie sferica l’analogo delle rette e dei segmenti con i quali tutti sappiamo trattare quando facciamo geometria Euclidea nel piano. Una volta stabilita l’analogia tutti si sono resi conto che su una sfera “non esistono rette parallele”.

I ragazzi, invitati alla scoperta per via empirica, si sono poi resi conto del fatto che su una sfera non è vero che la somma degli angoli interni di un triangolo sia 180° e, guidati dalla docente, hanno ricavato la formula che esprime l’area del triangolo in funzione degli angoli.

L’esperienza è stata particolarmente positiva dato che i ragazzi hanno potuto affrontare in modo non standard, ovvero “sporcandosi le mani”, un argomento che fa parte del curriculum di studi del liceo scientifico, ma la speranza è che l’attività abbia fornito loro uno spunto di riflessione su cosa vuol dire “fare matematica” e “fare ricerca in matematica” .

Gli studenti alla scoperta di un’arte millenaria nel convento agostiniano di Tolentino

Il convento agostiniano di San Nicola a Tolentino, ospita un laboratorio di iconografia conosciuto da pochi. Il laboratorio, gestito dai frati agostiniani, non è aperto al pubblico. Le terze classi del liceo linguistico e scientifico dell’istituto salesiano “San Giuseppe” di Macerata insieme alla loro professoressa di storia dell’arte Mariella Feliziani e al loro professore di religione Don Giovanni Mandrella, hanno ottenuto uno speciale permesso, non solo per visitare il laboratorio, ma anche di vedere e sperimentare tutte le fasi del procedimento per la preparazione delle “icone”. Guidati da Padre Massimo, agostiniano priore del convento e dalla pittrice Teresina Angeletti, il 24 novembre hanno svolto un’esperienza unica sull’iconografia.

Ma cos’è un’icona esattamente? Il termine, derivante dal greco éikóna, indica immagini di Gesù, Maria o dei santi dipinte su tavola. La tradizione di creare e conservare le icone è nata dall’importante funzione che gli si attribuiva originariamente: poter compiere azioni salvifiche, miracoli. Questa credenza deriva dal fatto che erano rigorosamente i monaci nei conventi a occuparsi della creazione delle icone, e per questo si pensava che avessero origine acheròpita, cioè “non fatta da mano umana”, ma grazie all’intervento divino.

Il processo di preparazione di un’icona si può riassumere in 4 fasi:

Tutto il lavoro viene svolto dagli agostiniani con le stesse tecniche di pittura usate originariamente nei primi secoli della cristianità. Ad esempio la colla usata per l’impermeabilizzazione è di origine animale, come si usava anticamente; la preparazione dei colori avviene mescolando i pigmenti anche con sostanze che fanno aderire meglio il colore alla tavola, ad esempio il tuorlo d’uovo. Tutto è riprodotto fedelmente secondo la tecnica originaria e i risultati sono eccezionali. Al lato una delle tante icone realizzate nel laboratorio.

Per gli alunni quest’attività è stata un’importante esperienza formativa e anche un modo originale e diverso per imparare. L’arte, infatti, non è solo una disciplina teorica, come quella che si studia nelle scuole, sui libri, ma anche e soprattutto una materia pratica che si apprende con l’osservazione e la sperimentazione. Scoprire che quello che studiamo sui libri, che a volte sembra distante dalla società di oggi, ha un riscontro pratico, anche geograficamente vicino a noi, è sicuramente una grande sorpresa.

PETTINARI DAMIANO

3°Liceo Linguistico

Il Liceo Linguistico a Frankenthal (Germania)

Il 28 febbraio 14 alunni del liceo linguistico dell’Istituto salesiano di Macerata sono partiti, accompagnati dall’insegnante di tedesco Leonia Antognini, alla volta di Frankenthal, città tedesca che si trova nel Rheinland-Pfalz. Si tratta del primo atto di uno scambio culturale, che si svolge da anni, tra l’Istituto Salesiano e il Karolinen-Gymnasium. Per chi studia le lingue straniere, l’esperienza di uno scambio o di un soggiorno studio nei paesi di cui si studiano le lingue riveste un’importanza fondamentale e la preparazione linguistica dei ragazzi è uno dei punti di forza del Liceo Linguistico dell’Istituto Salesiano “San Giuseppe” di Macerata, presente dal 1980 nel territorio. Per una settimana i ragazzi sono stati ospiti delle famiglie dei loro partner tedeschi ed hanno vissuto un programma ricco di esperienze. Il primo giorno hanno seguito le lezioni, poi hanno visitato la città e il municipio, dove ad accoglierli c’era il sindaco, il quale ha espresso il suo amore per l’Italia e l’importanza di tali iniziative per costruire un’identità europea . Nei giorni successivi i ragazzi hanno visitato la città di Heidelberg, Mainz ed hanno trascorso una divertentissima mattinata in piscina e il pomeriggio al bowling, infine hanno vissuto il carnevale tedesco assistendo alla sfilata di carnevale di Frankenthal. Nel mese di ottobre saranno i ragazzi tedeschi a venire a Macerata e in quest’occasione verrà ricambiata l’ospitalità ricevuta.

Leonia Antognini